Metti con cura il rossetto, perché è la prima cosa della quale l’amore ti spoglierà.

Metti con cura il rossetto, perché è la prima cosa della quale l’amore ti spoglierà.

Se dico rossetto?

Quella vellutata striscia di colore che immediatamente da carattere e racconta di una donna più di quanto non dica esplicitamente.

È il simbolo per eccellenza, quel di più che ha accompagnato le donne sin dai tempi antichi, che non va visto solo come un cosmetico da scegliere per sottolineare la bellezza e la forma delle labbra ma rappresenta una affermazione della donna in ogni tempo, prendendo in ogni epoca una valenza differente.

Vi racconto questa bellissima storia!

È noto che le donne babilonesi utilizzassero polveri ricavate da pietre preziose per colorarsi le labbra,

Nel 2800 a. C. infatti ,la principessa sumera della citta di Ur, Shub-ad, possedeva una scatoletta d’oro contenente un miscuglio di polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa con annesso pennellino. La prima testimonianza di un rudimentale rossetto rosso. 

Cleopatra invece utilizzava una pasta composta da pigmenti ricavati da scarabei carmini, uova di formica e scaglie di pesce. 

Come ogni percorso che si rispetti, il rossetto rosso passa dalla sua età dell’oro a quella del ferro, nell’antica Grecia, quando da simbolo delle classi più agiate, viene ricondotto a cosmetico destinato ad uso unico delle prostitute. Realizzato con sudore di pecora, saliva umana, escrementi di coccodrillo, questa terribile mistura diventa addirittura un obbligo per le donne che esercitavano la prostituzione. Accusate di oltraggio qualora si fossero fatte vedere per strada senza rossetto rosso infatti, sarebbero state arrestate.

Nell’antica Roma l’utilizzo della cosmesi era una pratica davvero alla portata di tutti, si utilizzava un prodotto a base di feccia di vino o di ocra per ravvivare il colore delle labbra. Inoltre durante le celebrazioni religiose anche le labbra delle statue degli dei venivano tinte

Durante il medio evo il rossetto viene bandito perché considerato simbolo di dissoluzione. Ma per fortuna ricompare nel Cinquecento ed è amato dalla regina Elisabetta I d’Inghilterra e dalla sua corte. Questa volta viene ricavato da cera d’api e pigmenti vegetali.

Nel 1770 l’uso dei lipstick venne proibito, le donne che lo utilizzavano venivano accusate di stregoneria, considerando l’utilizzo del rossetto appunto un arma di seduzione per attirare gli uomini.

Da quel momento il rossetto venne associato all’idea di mal costume, lo si poteva vedere solo sulle labbra delle prostitute.

Tra alti e bassi, arriviamo al Novecento, il secolo delle rivoluzioni, che porta a trasformazioni non solo politiche, ma anche estetiche e, inizia così la marcia trionfale del rossetto rosso!

Compare nel 1910 il primo stick da labbra a opera di Roger&Gallet, marchio cosmetico noto per una celebra acqua di colonia, mentre cinque anni dopo si deve a Maurice Levy l’invenzione dell’astuccio portarossetto

Ma bisogna ringraziare Elizabeth Arden e Estee Lauder se il rossetto rosso è divenuto accessorio indispensabile e irrinunciabile di bellezza, oltre che simbolo di femminilità e forza seduttiva.

Miss Arden, attiva fin dagli anni ’10 accanto al movimento delle suffragette, capì l’importanza che poteva avere la bellezza, e in particolare il make up, come strumento di liberazione e innalzamento della femminilità e creò l’ Everyday Lipstick, consegnando alle suffragette un simbolo concreto di indipendenza e di lotta per la parità di genere, marciando con loro sulla Fifth Avenue. Pensò anche di regalare alle compagne di lotta, davanti al suo negozio sulla stessa via, il celebre rossetto, ovviamente rosso fuoco. Che immagine evocativa!

Elizabeth Arden dette voce al potere della femminilità, durante la seconda guerra mondiale, dimostrando con i suoi rossetti da abbinare alle diverse uniformi militari, che le donne potevano essere femminili e forti allo stesso tempo.

quando i mezzi di comunicazione come cinema e tv iniziarono a prendere colore i volti di Marilyn Monroe e Elizabeth Taylor, diventarono iconici e il rossetto rosso fu consacrato come oggetto cult, irrinunciabile e amatissimo

Nel 1953 Christian Dior creò il mitico Rouge Dior con l’intenzione di “voler vestire il sorriso delle donne”, missione compiuta perché è tra i rossetti più amati oggi dopo ben 64 anni e più di 30 nuance, compresa l’iconica Rouge 999.

Il 2 giugno 1946 le donne furono chiamate a votare, ma “senza Rossetto” questa accortezza per non sporcare la scheda che doveva essere umettata e incollata, pena l’invalidazione.

Già, perche la storia del rossetto rosso è anche quel segno, quell’impronta custodita su un fazzoletto di stoffa, dietro una foto…è la storia di bimbe con guance colorate ,a labbra di zie e mamme troppo affettuose o di colletti di camicie involontariamente macchiate, è la traccia muta dell’amore.

Oggi le nuance del rossetto sono davvero tantissime, può davvero considerarsi come simbolo dell’evoluzione del concetto di femminilità, sottolineando con grazia ed eleganza l’arma più bella di una donna… il sorriso!

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